Inferno dei corpi perversi

Ho tempo di pensare
sul treno che porta
all’essenza del dolore.

E’ un viaggio solo andata
” Non so, sono mezza addormenttata”
Intorpidita dalla coscienza
che non ho più da contrattare
sollevata dalla nota

-non v’è nulla che puoi fare-

”Lasciate ogni speranza o voi”
che intraprendete questo viaggio.

L’unica speranza è una dea
che combatte per la vita del ricordo.

” Uomo chi è mai sceso nel tuo abisso profondo?
Mare nessuno sa dei beni che celi sul fondo! "

Questa epigrafe sentenzia
la natura lapidaria
dei segreti mai sopiti
sono forme latitanti
che resistono all’usura.

Un testamento impertinente
che nessuno può impugnare.

Al di la’
della montagna
troverò la quieta valle
nell’inferno dei corpi perversi.

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7 pensieri riguardo “Inferno dei corpi perversi

  1. un’amara sensazione
    di viaggio ed attesa
    verso la meta che strazia il cuore…
    una speranza che diventa menzogna…

    molto bella davvero simona!
    un bacione, la piccola Ligeia^^

    [ps sempre disperata io eh]

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  2. complessa questa tua, non sono nel contenuto, ma anche nello stile…una poesia a doppia voce…un narratore e una anima nomade..un percorso…di vita…di filosofia…!!sempre più intrigante il tuo scrivere…tormentato..ciao Lorenzo

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  3. l’attesa di un domani nuovo, lo sguardo che si protrae oltre il superficiale, un viaggio nella solitudine di un attimo che raccoglie l’essenza del tuo sentire.

    Piacere di averti scoperta, tornerò anch’io a leggerti……..

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