Presuntoso pensiero di una sconosciuta

Saper leggere e scrivere consente all’uomo di dare sfogo al pensiero e renderlo immagine; ciò non implica l’acquisizione dell’atto in se ma aver appreso l’essenza della dottrina.

Leggere molto non è indicazione diretta della lettura corretta, se non si comprende e non si metabolizza il materiale, è come mangiare la pietanza preferita privi di gusto e olfatto.

Così è per la scrittura. Scrivere sì, ma come, con quale scopo e per chi?
Soprattutto cosa si scrive?

E’ molto facile cadere nell’autocompiacimento ed è distruttivo la celebrazione di un pezzo di carta sporcato da ideogrammi incomprensibili.

Il primo critico è l’autore stesso.
Mantenendo il contatto con la realtà, tenendo gli umori bassi, non si rischia di fare rovinose cadute accecati dalla superbia. Per questo è molto importante avere vicino persone fidate ed obbiettive, capaci di dare un giudizio, anche spietato. Una medicina che cura dal  fallimento. Mai sentirsi arrivati ma consapevoli e attenti osservatori.

Sentire il formicolio nello stomaco è spesso il segnale che lo scopo prefissato è quasi raggiunto; la stesura si avvicina ad una certa perfezione ideale o presunta. Ameno che non si soffra di ulcera, il significato è chiaro. La strada è quella giusta. La particolarità di questa sensazione è che non si presenta sempre, averla ogni volta che si legge un proprio testo, rivela l’inopportuna presenza di narcisismo, virus pericolosissimo degenerante che porta al disfacimento della ricerca del Santo Graal, mette in discussione la riuscita.

Come nasce quindi un pensiero? Un pensiero dal quale poi scaturisce l’anima di un’opera?Come viene concepito?
Mi son concessa la licenza di rispondere banalmente così:

“L’associazione della percezione sensoriale ad un evento, immagine o qual si voglia situazione determina la creazione di una cellula-pensiero indipendente, dotata di capacità riproduttiva ed organizzativa che, per mitosi, genera altre figlie pensiero che insieme si trasformano in un essere pensiero finito.”

Trasporre e rendere noto il neonato pensiero dipende dalla capacità d’espressione e nell’utilizzo dei mezzi comunicativi primari.
Barbaramente semplifico in:
scrittura
eloquenza
linguaggio del corpo
Per non citare tutte le arti espressive esistenti, ma è un’altra storia.

“in natura, nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”. Lavoisier

  • Simona Scudeller

    ( presuntuosa sconosciuta ) esercizio

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3 pensieri riguardo “Presuntoso pensiero di una sconosciuta

  1. Da parte mia credo che il mio “pensiero” comincia a prendere forma in profondità ancor prima di trovare una “formulazione” e credo che al momento del bisogno le parole fioriscono d’un tratto e il più delle volte senza ordine, tanto che io n non oso chiamare poesie ciò che scrivo, ma piuttosto un collage di parole. Forse anche questo “manipolare” di parole è trasformazione.

    Notte.

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