Cocaina ( così si chiama l'incubo )

"Rieccola fa capolino.."
La voglia di lei…   
pensiero timido e spaventoso.

Lo sai che ti uccide…   
per il tuo piacere vuole la tua mente
è una puttana

La tua debolezza è la sua arma
e non lo capisci finchè il cuore non  scoppia.

Nella soluzione convulsa che lei ti propone
sbatti contro il muro e non senti il dolore
qualcuno muore e non senti dolore
la vita scorre via e non senti il dolore

Ma tu non senti
questo è il problema.

Ti accorgi solo che subito "sale"
 e quando "cala"
dormi un altro sonno
e il giorno ricomincia…   

Ma un di’
in quel giorno l’alba non sorge
e comincia il dolore…   

Lei ti tradisce
ha alzato il prezzo
la mente non le basta
e pretende la tua anima.

Ho avuto paura
sono fuggita
sono sopravvissuta.

La donna bianca ha lasciato segni indelebili
e l’avvenente signora,   
col suo fare leggero,   
si aggira nelle mie paure ancora oggi.

Adesso la guardo negli occhi
e lei si dissolve col suo sapore amaro.

Orgogliosa delle mie esperienze
soggetta a debolezze
lascio il mio monito

La vera droga è l’emozione
che ogni istante ci attraversa le fibre .

La polvere bianca è un mercante scaltro
e nel baratto perde chi molla
lei non demorde…   

…e ti ritrovi su di un carro come merce di scambio
… e non si torna…   
indietro…

  • Un testo scritto un anno fa, quando si faceva un gran parlare di droghe, periodico argomento di cronache sempre più nere. Non è una poesia, in parte forse, è la mia testimonianza diretta, pagina di un diario chiuso in un cassetto trabordante di brutte sensazioni oramai superate ma non dimenticate, perchè risalire la china è stato duro, gli anni son passati anche se la paura sta ancora sotto la pelle, in agguato come un predatore sulla sua preda, la paura di perdermi mi ha salvato dal quel coraggio artificiale che celava vuoti più profondi.
    Il post di oggi non vuole essere ne’ autocelebrativo ne’ fare moralismo spicciolo su un tema così delicato, la vita spesso porta su strade impervie che vanno percorse per l’importanza delle scelte.
    Ci son persone che scelgono anche di morire.. purtroppo…

 

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11 pensieri riguardo “Cocaina ( così si chiama l'incubo )

  1. Difronte al tuo coraggio anche la tua mirabile bravura poetica pasa in secondo piano.
    Hai il mio abbraccio ed il mio calore umano, e un augurio, quallo di serbare sempre, nei momenti difficili, davanti agli occhi uno specchio che ti rifletta la tua umanità e quanto è preziosa unica ed insostituibile.
    Besos. F.

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  2. Un post che è un fattore vivo….ammiro questa tua testimonianza…e con questa tua nuova consapevolezza sai andare oltre.
    Ognuno di noi, ha un male dentro…nell’anima…io so bene, anche se in maniera diveersa cosa si passa.
    Un bacio
    Dalila

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  3. Beh, cosa dire di fronte ad un testo così? Ogni parola suonerebbe banale, scontata, retorica, specie per chi, come me, il problema non lo ha vissuto nè in prima persona, nè per vie indirette. Resta l’analisi di un testo, che io, per carattere e formazione, tento di lasciar scevro da ogni coinvolgimento emozionale e/o autobiografico ( com’è giusto che sia), evitando la facile commozione di fronte a tematiche così drammatiche, nonchè di dare giudizi su chi prova certe esperienze e/o le condivide. Trovo il testo una sorta di dialogo intimistico, lontano dall’essere poesia strutturata, che induce non solo all’introspezione del lettore, ma soprattutto di chi la scrive, che vuole ” provarsi”, in un percorso non semplice e senza moralismi, mettersi in discussione ed in gioco, attraverso la scrittura. Ai tempi del Leopardi, un brano del genere, ci sarebbe stato bene nello Zibaldone, ove l’autore raccolse i suoi pensieri, i suoi ricordi, le sue riflessioni, alcune delle quali evocate dalle esperienze di viaggio. Ed anche i suoi brani, che come il tuo, erano in prosa, sono esempi di grande poesia, poechè affrontano il tema con grande consapevolezza critica ( oggi diremmo ” di pancia”). Questo è ciò che riesco a dire di questo pezzo, dissociandomi da ogni forma di celebrazione coraggiosa che qualcuno è riuscito ad intravedere nel pezzo. Il coraggio è ben altro, lo si mette in pratica nella vita, senza aspettarsi che qualcuno se ne accorga e ci faccia i complimenti. Una voce fuori dal coro, la mia, ma nella grande sensibilità e capacità critica che ti riconosco, so benissimo che hai ben inteso il mio pensiero.
    Ti abbraccio…e basta!

    Carmen

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  4. un ricordo, un’esperienza personale che si espande e adatta ad altre vite.
    sensazioni che si attorcigliano e sempre più difficili da districare…

    un testo schietto, diretto, a tratti “inquietante” ma vivo e palpitante.

    un abbraccio simonuccia!
    Ligeia

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  5. Conosco questo problema avendo lavorato nel settore…io credo che parlarne sia sempre un aiuto per fare capire quanto può danneggiare e farlo in questo modo è d’impatto ed emozionale…La tua testimonianza è uno scritto intenso un tralcio di vita che hai messo in versi dimostrando che si può uscire da questo tunnel e si può essere più forte della signora in bianco…quindi hai avuto un grande coraggio anche di scriverlo pubblicamente…ma sono proprio come te le persone da apprezzare…che con i loro versi danno forza e coraggio ad altri e sono una sicura riflessione profonda e un forte aiuto per molti che possono avere lo stesso tuo problema passato…complimenti davvero..un abbraccio stupenda donna!!!! a presto Sun

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  6. Un gesto coraggioso, non è, certo, auto celebrativo avere la forza di esternare i propri errori pubblicamente, anzi…

    E’ significativo il monito che lanci con questa tua pagina dura, ma realistica, che consente di comprendere che si può risalire dall’abisso in cui alcuni possono sprofondare.
    Affermando ciò, non mi sento di condannare nessuno per questo a priori, anche se le informazioni e gli effetti di certe fughe dalla realtà sono note a tutti.

    Venirne fuori e riappropriarsi della propria vita, prima dismessa e ceduta ad un’insulsa polvere bianca, è sì auto celebrativo, ma vivaddio, ne hai ben donde!

    Se questa esperienza, oltre i mali ed i guasti che ti ha causato, ti consente ora di vivere con più consapevolezza e coscienza di te e di chi ti circonda, ebbene, un aspetto positivo l’ha prodotto.

    Ora è sufficiente continuare a guardare avanti senza più voltarsi indietro!

    Ciao.
    Sergio

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