– pena concessa –

Pronta a sgranare i miei peccati
lascio al vento il peso dei sogni
sull'altare celato al divino

Mi abbandono estasiata
oltre l'orizzonte del dubbio
dove la follia prende forma
e la pelle si veste di mandorla

Raccolgo la croce
alter ego di un gene convesso
nel riflesso dell'anima indegna
unica eletta
al cospetto dei giusti

Persa nel sole d'inverno
musico storie di un Re decaduto
porto il ricordo a chiudere il conto
e sull'eco di un gemito devoto
sconto la colpa di amante cosciente

Ricamando frammenti nella memoria di oggi
assolvo l'essenza che mi rese la vita
mi concedo la pena di aver desiderato

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2 thoughts on “– pena concessa –

  1. una poesia che mi ricorda molto i sonetti delle donne rinascimentali, con un lessico, chiaramente più moderno, ma sempre metaforico e colorato…
    una poesia introspettiva, dove come una mappa, si osserva il cammino fatto e quello che deve farsi ancora, ed in questo incedere tra “il fatto” e il “da fare”, ci sono una serie di immagini di espiazione..peccati che tornano ad essere giudicati, dubbi che si affacciano nella voglia di perdersi nella follia, un bisogno di accendere la fede, la colpa di amante cosciente, con un finale, che mi ricorda la Yourcenar….”l’amore è un castigo ed io sono punita per non aver potuto rimanere senza”…
    ma poi in tutto questo autoflagellazione, nel centro splende la luce della approvazione del tutto, in un contesto di purezza e di destino…
    e la pelle si veste di mandorla…e ti lasci trasportare dal vento dei sogni…
    in una pelle che si raccoglie in un nuovo essere donna..in questo essere mandorla, frutto sensuale, femminile, simbolico…oleoso,
    e nei sogni che trascinano, spingono come una vela, come aquilone…

    c’è una vita in questa poesia, c’è un film di una donna inquieta, di vissuto, di carne, di gemiti, di tanta voglia di vivere…c’è voglia di rendere sacro il profano..capendo che il profano è sacro…c’è una storia di vita..

    il tuo essere ritornata “alla poesia” rivela la tua anima inquieta, per la sua forza generatrice…per la sua forza di dire, di trasmettere, di esprimere…. di nutrirsi e di ..nutrire
    e la possibilità di leggerti…con l’incanto…di vedere tutto ciò…nei tuoi occhi…di donna
    ti bacio..sei brava Simona..sei "oltre"
    Lorenzo

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