Dialoghi privati

“Io ti voglio come non ho mai desiderato nessun’altra”

Una frase che affonda nella carne. Parole come lame affilate che s’infilano lente tra i pensieri senza tregua. Uno stillicidio di sensazioni profonde.
Verbo di passioni e desideri.

Una donna aggraziata nei sentimenti e nell’animo potrebbe innamorarsi, lasciarsi trasportare nella terra dei fuochi senza indugio.
Ma, ahimè, ci sono donne col gene mutato, le stesse che si sorprendono a tratti e si trovano comunque da sole ad affrontare i sogni. Donne dallo sguardo perso verso quell’orizzonte infinito dove ancora cercano l’incastro perfetto.
Sono quelle che tornano, sempre, odiano gli addii, amano le persone, alcune in particolare, solo amando prima se stesse.
E amano in eterno. Anche quando l’eterno si veste di oblio.
La loro accoglienza lenisce, riscalda ma non salva, perché non c’è salvezza tra le braccia di chi vive di silenzi. E nel loro muto ascolto della vita, le Parole hanno un significato.
Per questo rifiutano l’abuso dell’amore. Rinnegano l’idea del “bisogno” e attendono l’onda giusta su cui salire. Forse perdono occasioni di ristoro. Ma perché fermarsi prima dell’oltre? Paradosso di vite infrante.
Carnefici in apparenza. Queste donne sentono il peso delle loro scelte.
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12 thoughts on “Dialoghi privati

  1. Musa cartavetrosa a grana fine, armata di scudo che è un setaccio.
    Forse l’inganno non è nel desiderio cantato quanto in quella domanda: “perché fermarsi?”…già…perché? È proprio necessario? E nel caso: dove?

    PS perdona ma son le quattro del mattino

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  2. aspè che sono entrato nel tuo blog, scrivere dalla finestrella mi piace poco.
    Quando non si è portati a vivere di illusioni il cazzotto è sempre preferibile ad abbracci giuda.

    sai, le relazioni funzionano quando si è sullo stesso livello interpretativo e di realismo, cosa più difficile di quanto si immagini, più si fanno proiezioni più ci si fa male, dopo alcune cadute ci si ancora. Praticamente quella che dovrebbe essere la cosa più semplice e naturale del mondo, si trasforma in un difficilissimo sudoku

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    1. In effetti proiezioni e aspettative hanno lo stesso risultato di un frullatore nelle relazioni. E aggiungo che l’illusione di aver compreso è molto forviante.
      Il punto è che “le genti” con un medio livello di sopportazione, prima o dopo, mollano la presa! Meno inclini a pizzi e merletti preferiscono non manifestarsi, pur avendo una vasta gamma di decorazioni. E’ anche questa una forma di selezione!

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  3. “Io ti voglio come non ho mai desiderato nessun’altra”

    considero la frase il minimo sindacale, tra l’altro credo che nella maggioranza dei casi venga espressa con convinzione, pensa se un uomo dicesse:

    “ti desidero talmente tanto che se tu fossi un’altra ti desidererei lo stesso”

    lodevole la riflessione sulle donne col gene mutato, non è da tutti compiere una simile escursione psicologica. Chapeau !!!

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    1. Per quel poco di esperienza che mi ritrovo, non è detto che la frase in questione sia pronunciata con convinzione, o almeno, non sempre corrisponde a verità.
      Tutto è in evoluzione e cambia forma ogni momento.
      Una frase che quando arriva colpisce e, a me, fa riflettere, forse anche troppo. Sono parsimoniosa e accorta in merito. Laddove vi fosse menzogna nell’esternazione del desiderio il rischio, per chi la riceve, è di cadere nel limbo.
      Poi c’è chi invece crede in quello che dice nell’attimo stesso in cui pronuncia quella frase. Gli attimi comunque passano. Ma questo è un altro percorso da valutare.
      E allora io credo che sia necessario dare più valore alle Parole.
      Grazie TADS, sempre un piacere averti da queste parti

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      1. sono d’accordissimo ma il contesto sentimentale è fatto anche di enfatizzazioni e metafore, non so fino a che punto possa essere giusto un linguaggio esplicito. L’amore è l’unico ambito in cui l’ipocrisia espressiva, nella giusta dose, assume connotati positivi

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        1. ” L’amore è l’unico ambito in cui l’ipocrisia espressiva, nella giusta dose, assume connotati positivi”

          Qui sta la questione! proprio il concetto di amore è “abusato” perdendo di significato, ai miei occhi ovviamente, quando alle parole non si da sostanza ma solo rilevanza enfatica.
          Ho la cartavetra al posto della pelle 😀

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          1. credo tu sappia cosa penso io dell’amore, intendo dire che hai avuto modo di leggere il mio pensiero.

            amore come termine che racchiude l’universo dei rapporti, se entriamo nello specifico sono il primo a dirlo, il 99% di coloro che parlano d’amore non sanno di cosa stiano parlando

            prima intendevo dire che nelle relazioni, vocabolo più appropriato, una dose di sana forma è accettata, direi voluta, quasi indispensabile, personalmente sono molto diretto ma i fondamentali della comunicazione li conosco molto bene.

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          2. Ti dirò, preferisco un cazzotto in faccia ad un abbraccio che poi ti getta nel burrone:-D
            Immagine piuttosto fetida, ma rispecchia un po’ quel che è il mio carattere.
            La questione delle relazioni per me è sempre un cruccio!

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