10 settembre 2015 scrittura a mano

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“I sensi come sentinelle raccolgono, sorvegliano e curano storie di quella quotidiana follia in cui mi muovo.
In certi sogni scrivono pagine e pagine di un racconto, in altri invece, danno immagine ai silenzi inespressi.
In quei sogni mi vengono restituite le omissione della veglia.
Nel mio vagare onirico trovo la strada dell’ignoto sopito nell’anima.”

Da tempo manco alla scrittura, quella di pancia, quella fisica.
Il 10 settembre s’è alzata la marea ed io avevo solo carta e penna ( pare poco in questa epoca, eh?! ).
Ho cominciato a far scorrere la penna sul foglio ed è stato come riprendere la bici dopo un infortunio. Barcollante nei primi minuti e poi tutto è filato liscio.
Mi sono ricordata che sono io a vivere il mio corpo con tutto quello che c’è dentro.

Tutte le altre -me- hanno sussurrato dolcemente:
” Ben tornata Simo, ci sei mancata…”
e mi sono vestita di sorrisi.

“Succede che ad uno sguardo più accorto l’anima si riveli nuda. Accade e nulla può avere lo stesso corso.
Forme e silenzi vivono nella loro essenza, perché un’anima liberata non porta vergogna, risplende agli occhi di chi l’ha cercata.
Nel fondo del corpo, l’eremo vitale pulsa fluido e idrata quei vuoti inariditi dalle assenze” 

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