Novella ridicola

Mi sono cimentata di nuovo in un contest a tema.
– Uno squillo in piena notte –
Mi hanno chiesto il motivo del titolo. Semplice! Essendo dotata di un senso del ridicolo molto marcato, non ho potuto far altro che ammettere la ” leggerezza” di questo testo da me scritto, nella piena consapevolezza di aver prodotto una “roba” ridicola, spero vi diverta almeno!

“Ogni anno la stessa storia. Girano leggende secondo cui la notte tra il 31 ottobre e il primo novembre le anime dei defunti si paleserebbero agli occhi di quelli che li piangono in terra. Ma dico io, che assurdità, ancora credete siano leggende? Loro, i dipartiti, ci sono tutto l’anno e sono assai indispettiti.
Ne conosco molti intrappolati nel mondo dei vivi che, se potessero, sceglierebbero una dimensione più confortevole. Qualcosa che somiglia molto al senso della vacanza perenne. La vita oltre il vivere, appunto.

Parlo proprio di quella notte lì, Halloween. La gente impazzisce, si dimentica di avere un cervello ed è tutto un pullulare di feste sataniche, mascheramenti improbabili, visite senza invito in cimiteri di mezzo mondo, fanciulli convinti che la mela sia uno scherzo e la caramella, il premio (per i dentisti, però).
Il risultato? Marasma, chiasso, alcool, sangue rappreso e incubi per quei bimbi che non hanno dimestichezza col mistero della morte.

Mentre mi gongolo in queste riflessioni inutili quanto le zanzare, un tonfo secco mi riporta alla realtà dei fatti. È Halloween, i custodi cominciano ad arrivare ed io ho voglia solo di grattarmi le ascelle! (Bukowski, lo incontro spesso, un ganzo)
I miei sottoposti servono a limitare il flusso di scambio. Quelli della dimensione invisibile sono elementi eterei ma irritabili. Da voi, impavidi coglioni pensano di spiegare, con i soli mezzi della ragione, tutto quello che appartiene alla vita oscura dei morti. Che controsenso!
Ci scappa sempre il morto, in tutti i sensi.

Rassegnato guardo il tabellone degli accessi che oramai s’illumina minaccioso insultandomi in codice morse.
È Ora di andare, non c’è verso di scansare questa incombenza. Anche questo anno mi devo sorbire lo smantellamento certosino e reiterato di quella poca pazienza fornita in dotazione.
E pensare che ero uno di loro –un vivo- fino a quando, quella notte di tanto tempo fa il telefono ha squillato e la strega che avevo evocato mi disse che non avrei mai più avuto pace, dal quel momento, per l’eternità.
Che scherzetto la vita eh?!”

kenhc01

(Nel mio immaginario distorto Ken è il più figo dei guardiani)

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