Strade

E si va
Ridendo sul serio, a tratti
Facendo il possibile
Essendo(ci)
Allo stesso posto
la mente ovunque

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29 gennaio

Mi è tornata in mente una poesia
Di quelle che un tempo parlavan di sogni
Di quando osservavo i suoi occhi
e ci leggevo la vita tutta d’un fiato
Di quanto sentivo dentro il casino
in quello sguardo abbassato
e anche se non potevo capirne il linguaggio
percepivo la tempesta e la quiete

Mi è salita dal cuore una vecchia poesia
che ho scritto in silenzio mentre stavo distante
Perché a volte mi estendo, adombro d’istinti gli istanti .
Allora sto altrove, a braccia conserte.
Ma da dove mi trovo
io vedo ugualmente quell’anima inquieta
Tra le carte imbrattate di certe notti
è nascosta per bene a chi non può sapere
quanto è grande quel mondo dentro le mura.

E la vecchia poesia mi tiene la mano
ogni volta che sento l’assenza
mi porta il profumo del desiderio vivo
Mi accompagna nella casa segreta
dove il tempo si ferma e concede respiro
all’intimità dell’abbraccio

Conflitti e pensieri

Tanti fogli bianchi imbrattati e riposti in soffitta dove rimangono – cosa mia -.
Collezione privata di una vita sospesa tra quello che è giusto fare e la voglia di desiderare.
Rinuncia e conquista. Sta tutto là dentro.
Entro ed esco ascoltando le avarie del volo, in picchiata come uccello ferito.
In mare aperto sempre: a testa bassa con la determinazione antica di un marinaio che affronta la tempesta senza sapere come arrivare a terra.
Spalle piegate dall’eco di voci che affondano nel solco tra il cuore e l’anima, mentre respiro a fatica nell’istante fragile di oggi.
Percorrendo strade costellate di bivi, scelgo la via che i sensi consigliano.
Non mi spezzo al giudizio ma resto muta: il giudizio umilia ogni intenzione di rendere bello ciò che da dentro mi illumina.
E nelle lacrime che verso, dietro la porta di casa, c’è l’essenza di ogni rifiuto subito; della rabbia incrostata nell’intercapedine dei ricordi; del tempo che ho speso investendo emozioni; dei silenzi che tengo abbracciati per non farli arrivare dove altri silenzi chiedono tempo.
Attraversando ogni bivio scelgo la via in base a quello che voglio, imparando passo dopo passo che quello che voglio si scontra col quotidiano divenire delle cose.
Voglio godere del tempo che mi resta per ognuno dei respiri che mi restano da condividere. Come un lungo abbraccio da cui non riesco a sciogliermi.
Come un bacio che non vorrei mai smettere di gustare.
Provo paura tutte le volte che mi metto in strada e macino i chilometri di questa esistenza andando incontro all’ignoto di un incontro.
Tremo e smarrita mi aggrappo stretta a quel poco di certo che sento nel petto, s’irradia nel buio della notte e sento di aver preso il sentiero di casa,  profumo di buono e gli occhi raccontano sogni, anche se la mia casa non è. Anche se il mio posto è altrove.
Ogni volta è un’incognita che mi svela il sapore dolce amaro della decisione di mostrare quello che resta di me allo specchio di chi mi somiglia.
Resto.
Non scappo e mi prendo la responsabilità di esserci.
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Foto mia – 14 agosto 2017

Amare è un istinto di conservazione

Amare è accoglienza.
Apre le finestre delle fragilità portando la forza del caos.
È camminare su un ponte sospeso e guardare dritto,
determinati a vivere nonostante la paura.
Ogni particella di esistenza respirata
contribuisce al moto dell’anima.
Sentire.
Sentirsi.
Una conversazione intima che prescinde dalle forme.
Libri. Immagini. Emozioni. Persone. Attimi. Vita.
È il tempo concesso
piacere e desiderio di esserci,
mai per obbligo,
solo una scelta.
L”istinto che genera se stesso
e conserva le origini dell’evoluzione.

Amare sta dentro i geni del destino.

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– Magritte .

Primi passi

D’un tratto, nel buio
ai confini del mare,
un sospiro ritmato
ha preso per mano
quel desiderio che
brucia la pelle.
E vedevo danzare i silenzi
candidi sogni cullati dall’onda
d’impulso ho stretto la luna
iniziato a ballare
sul filo di un’aria sospesa
Di notte, d’istinto l’abbraccio
tra le labbra altre labbra
un sorriso sommesso
e l’anima in punta di piedi

Partecipando all’iniziativa del “Tovagliolo racconta” ideato e gestito da Stefania Florin, ho avuto in dono quello che leggete! Fate click sull’immagine e ascoltate il brano.

Immagine

Ma soprattutto ho il mio tovagliolo che racconta!!

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Il tempo della notte

Desiderio di un tempo dilatato
espansione lenta di ore liete
fine passaggio d’aria tra le labbra
 
Sembra di poter cogliere le nuvole
bevendo vita dal calice della luna
col sorriso accennato sull’anima
 
Un passo alla volta
a filo d’orizzonte
in silenzio, sul ritmo della notte
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