Quello che non si dice di me

JK SFS

Foto Jeff Hobson 

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Tra le dita, me

Non sono io quella di ieri
cuore di pietra sotto il fuoco dei giorni
Non ero io a volere il dolore
filo di spine legato al respiro

Percorsi in mancanza di tempo
dove le ore svaniscono al sole
Frammenti di sogni dispersi altrove
tra dita contratte e acuti nel petto

Sono oggi in questo presente
come sorgente di ombre fallaci
irrorando di lacrime ogni notte insonne
per tutti quei sorrisi che la vita mi chiede

Adesso esisto con quello che ho
e ci sono, a dispetto del buio

Lunedì 18 aprile 2016 Simona Scudeller

Balcar Karel -Two worlds meet

Balcar Karel -Two worlds meet

 

Ogni volta ( l’istinto )

Foto0341

“Ogni volta che sento bruciare dentro, metto al fuoco i pensieri più neri per dar loro il calore spesso negato.

Ogni istante di sfrigolii sommessi fa contrarre le fibre.
Spasmi irregolari, intermittenze in bianco e nero.

Ogni volta, etichette e marchi di fabbrica che mi vengono affibbiati, sono riposti in attesa dell’alba.

Allora scrivo. Ogni volta. Senza senso. Strattonata dall’anima che, come bimbo vivace, saltella da un capo all’altro del sogno per mostrarmi gli angoli d’ombra dove temo il dolore.

Tolgo gli orpelli di altri, indossati per l’occasione e conservati per non deludere l’abitudine.
E scrivo di me, delle correnti, del desiderio; ogni volta – sola io- nuda e cruda.

Per tutte quelle volte in cui lascio al silenzio l’onere di raccontare, disegno l’istinto – d’istinto- abbandono le armi.

Una natura diversa.
Ogni volta eccedo. Mi svelo in tempesta.
Dietro il sorriso, oltre me.”

me
Here I am –

Conduco segreti

Image for memorie di domani

” Provocare la mente non è cosa semplice. Qualità intrinseca e peculiare di pochi soggetti, perlopiù indistinguibili, inafferrabili, apparentemente innocui.
Nasce da dentro e scorre silente lungo tutte le fibre, arde sotto pelle. Una scintilla improvvisa che induce reazioni nell’altro, procura piacere interiore e, se bilateralmente consapevole, godimento reciproco.
Per diletto o necessità il perpetuo cercare un dettaglio su cui costruire l’interazione ludica nutre il vizio, insinua e ritratta.
Come in un amplesso lento il significato delle parole scivola attraverso il pensiero variando d’intensità, in adagio, nel moto costante e ritmato di una conversazione dei sensi, dove il silenzio della voce è narratore ambiguo.
La provocazione è un’arte sottile, lascia il sapore di umori sospesi, appena percepiti, alimentando la sete del desiderio di andare oltre e guardare l’impossibile in fondo al buio.”

Dall’ignoto accolgo
l’affabile segreto di un desiderio muto
Oltre l’eccesso ci sono io
inverosimile destino