Il tempo della notte

Desiderio di un tempo dilatato
espansione lenta di ore liete
fine passaggio d’aria tra le labbra
 
Sembra di poter cogliere le nuvole
bevendo vita dal calice della luna
col sorriso accennato sull’anima
 
Un passo alla volta
a filo d’orizzonte
in silenzio, sul ritmo della notte
Reuben_Negron_Cultura_Inquieta18

Tra le dita, me

Non sono io quella di ieri
cuore di pietra sotto il fuoco dei giorni
Non ero io a volere il dolore
filo di spine legato al respiro

Percorsi in mancanza di tempo
dove le ore svaniscono al sole
Frammenti di sogni dispersi altrove
tra dita contratte e acuti nel petto

Sono oggi in questo presente
come sorgente di ombre fallaci
irrorando di lacrime ogni notte insonne
per tutti quei sorrisi che la vita mi chiede

Adesso esisto con quello che ho
e ci sono, a dispetto del buio

Lunedì 18 aprile 2016 Simona Scudeller

Balcar Karel -Two worlds meet

Balcar Karel -Two worlds meet

 

Silenzi e desiderio

Desiderio si chiama il respiro
condiviso in un unico abbraccio
Volontà di un istinto mai pago
che si sfama di ombre irrequiete

Desiderio è la spinta del vuoto
nell’ignoto vagare di istanti
Moto perpetuo dell’onda
la forma dell’ego nell’aria

Desiderio nel sorriso rotto sul petto
da un attimo sfuggito al controllo
Fragilità di silenzi che non tradisce 
ma rivela i segreti di lacrime soffocate

Un cammino di storie e passioni
racconti di sguardi e di mani
scritti col sangue a filo di labbra
nelle notti dove il resto si annulla

Lunedì 4 aprile 2016 @Simona Scudeller

Image for Intimo gelo

  • Immagine reperita in rete

 

Nell’ascolto

Deponi le parole sul margine delle note
e chiedi al corpo d’inventare un linguaggio
 
Dimmi di quando il respiro si è rotto
e hai vomitato l’emozione di una vita
 
Fa’ che comprenda in un abbraccio
quello che a voce non rende colore
 
Raccontami del tempo che non sai dire
perché è sotto pelle che brucia il dolore
 
Sull’adagio di un tango
confida i segreti della notte
e dopo lascia che dimentichi
con le lacrime di un sorriso
 
Lunedì 28 marzo 2016 @Simona Scudeller 
Botero - tango

Inerzia

Non ho tempo oggi
manca l’aria ai sogni
non mi basta per vivere
questa notte argentata

Ho riempito d’inerzia
le ore del giorno
e rimango a guardarmi
priva di sensi

Se ne va il tempo
attraversa il respiro
si porta via i desideri
e lascia di sé l’infinito

Simona Scudeller lunedì 21 marzo 2016

MIHÁLY ZICHY

Istinto cieco

Infiniti volti vaghi
vestono sorrisi
di simulacri tristi

Dove il dolore vive
luce non tocca anima

È un cammino selvaggio
da percorrere alla cieca
coll’istinto del mare in burrasca

arthur-meehan-
arthurmeehan.com/

Lunedì 7 marzo 2016 Simona Scudeller

Lunedì di giochi

Strano il richiamo
dell’eco lontano
che parte da dentro

Folle pensare che solo io
ricevo il segnale
una fame ancestrale
di voci e parole

Poesia dell’istinto
che brucia il dolore
spreme lacrime occulte
frantuma i silenzi

Sono sola in attesa
che l’alba si sveli
restituisca la pace

L’appuntamento è lo stesso
mi affretto e preparo
è lunedì, un giorno speciale

Simona Scudeller 22 febbraio 2016
( livello elementare, giusto un gioco )

Il pudore di un sorriso

Torna sempre a bussare
lieve e affranta
la visione di bambina
accartocciata alla paura

In un angolo del cuore
clandestina è l’emozione
dove complice è il silenzio
ed il buio cavaliere

Allora lei, la piccolina
si apre in un abbraccio
tanto stretto e vorticoso
a soffocare ogni pensiero

In cammino stanca e sola
verso un punto indefinito
dal crepuscolo ogni notte
attende l’alba e la sua luce

Bussa sempre con pudore
e dall’altra dimensione
chiede solo di sentire sulla pelle
un sorriso ad occhi chiusi
come il sole fa con il mare

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Lunedì 15 febbraio 2016 – Simona Scudeller

Gennaio e non vado via, resto

– Un passo alla volta mi basta –

M. Gandhi

( Oggi il lunedì è un po’ più corposo. Oltre al consueto appuntamento con la poesia di getto ho voluto inserire parte di un pensiero strutturato e molto intimo )

 

Il mese finisce con una di quelle giornate da piumone, libro, tanti pensieri che si accavallano imbizzarriti e agitati dal libeccio di oggi.
Non è freddo, c’è uggia.
In un momento di calo fisico ecco che riemergono emozioni e sensazioni spesso silenziate dalla quotidianità o dalla volontà di tenerle a bada, giusto il tempo di riprendere fiato. Ogni tanto arranco.

Gennaio finisce come è iniziato. Con un’ondata continua di lacrime carica e densa, senza via di scampo. Basta veramente un’inezia per innescarla, un solo sorriso percepito al telefono ed il mio viso subito si riga del nettare salato dell’anima. Oppure una parola ascoltata che porta il seme di una verità non ancora svelata. Così mi trovo sempre molto vulnerabile e col fianco scoperto. Non sorpresa, ma semplicemente meno preparata di quanto voglia o possa volere.

Sabato col maestro di tango ho mollato gli ormeggi ed è stata –tempesta-.
– Un passo alla volta, mi basta – anche se ad ogni passo inciampo e rischio la catarsi dei sentimenti.
Un azzardo dopo l’altro, direi.

Ho scelto nella prima notte di questo anno di voler essere – presenza – e di desiderare la presenza di chi rende migliore il mio tempo e me.
In preda ad un pianto compulsivo e liberatorio ho chiesto a me stessa di non rinunciare alla natura di confidente. Una natura di silenzi e segreti, spesso intrisa di solitudini sommesse ed educate.
Non rinunciare al piacere delle emozioni e alla bellezza di riceverle.
Come in tante altre notti in cui ho messo un gancio alla vita; notti in cui la vita stessa mi ha ordinato di vivere.

Mi sono ripromessa di non voltare le spalle a chi, forse, ha visto troppe schiene allontanarsi. Ed io so che basta poco per non lasciare il senso di vuoto in petto; basta un abbraccio per respirarsi i pensieri; basta salutarsi con il cuore in mano per siglare il ricordo e non lasciare una pagina bianca.
Basta un gesto sincero e, anche se la vita porta distanza, l’infinito è in ogni caso inciso nell’anima.
Quindi ho deciso che resto e mi esprimo quando ne sento il bisogno e ho voglia nonostante il rischio di perdere.
Spiegarlo non è semplicissimo, soprattutto perché non riesco a – dirlo in chiaro– che non me ne vado e resto. Lo faccio.

Ho poche certezze in questo momento e tra queste c’è la consapevolezza di aver scelto determinate persone riconoscendole innanzitutto attraverso la pelle e dopo con le parole. La certezza di meritare la fiducia e la confidenza, di meritare Lealtà.
Il convincimento, forse illusorio, di essere in grado di sostenere e accompagnare chi amo fino all’ultimo respiro. E, mio malgrado – lo sento- se mi vengono a mancare queste condizioni, procurandomi un certo disagio.

Adesso scelgo di non fuggire, rilancio e alzo la posta, esponendo il valore della mia vicinanza ed il coraggio di determinate scelte. A volte sembra ostinazione; invasione di quegli spazi che io stessa custodisco gelosamente, ma che se riempiti con leggerezza ti fanno sentire il calore di un carezza o il sapore di un bacio chiudendo gli occhi.

Fosse solo per un sorriso, vale la pena e la gioia condividere il tempo con qualcuno d’importante.
Chi ha scelto me, mi ha donato la propria esistenza e merita ascolto.

Ed ecco l’appuntamento galante con la poesia

Non vado, resto

Leggera e distante

io resto lontana
affinché tu non veda
ma senta soltanto
la guida incorporea
di un bene assoluto
privo di colpa

Un affetto profondo
lavato dal vento
aria tersa di mare
d’inverno col sole

Non vado
rimango al tuo fianco
anche quando tu sai
d’esser solo a morire
in cima alla vetta
respira più forte
quel cielo di notte

Io sono lì
al cambio di luce
sulla soglia di domani
che non muta sostanza

Simona Scudeller 01 febbraio 2016

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