( estemporanea ruffiana )

Nel sussurrare fioco
di sguardi lontani
accorcio le distanze
riempiendo i vuoti
di intimi silenzi
e attendo te

 

llustrazione di Elisabetta D'Onghia

– Illustrazione di Elisabetta D’Onghia –

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Rabbia nello specchio

Un sibilo fisso che corrode la mente
sussurra senza sosta
sta lì, dentro, e soffia

La rabbia mi vive addosso
incastrando il dolore
di Lei

Lei che non c’è più
e mi ha lasciato sul volto
la sua stessa stanchezza

Allo specchio il fantasma
continua a vivere
in fondo allo sguardo di oggi

 

 

20 marzo

Ci sono cose che non ho ancora la capacità di dire.
Vedo i gomiti appoggiati sul tavolo e la testa stretta tra le mani
Ho l’eco di quel sospiro profondo nelle orecchie che diceva più di quanto mille parole potessero esprimere
Non c’è stato abbastanza amore per contenere tutto

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29 gennaio

Mi è tornata in mente una poesia
Di quelle che un tempo parlavan di sogni
Di quando osservavo i suoi occhi
e ci leggevo la vita tutta d’un fiato
Di quanto sentivo dentro il casino
in quello sguardo abbassato
e anche se non potevo capirne il linguaggio
percepivo la tempesta e la quiete

Mi è salita dal cuore una vecchia poesia
che ho scritto in silenzio mentre stavo distante
Perché a volte mi estendo, adombro d’istinti gli istanti .
Allora sto altrove, a braccia conserte.
Ma da dove mi trovo
io vedo ugualmente quell’anima inquieta
Tra le carte imbrattate di certe notti
è nascosta per bene a chi non può sapere
quanto è grande quel mondo dentro le mura.

E la vecchia poesia mi tiene la mano
ogni volta che sento l’assenza
mi porta il profumo del desiderio vivo
Mi accompagna nella casa segreta
dove il tempo si ferma e concede respiro
all’intimità dell’abbraccio