Ispirata dal testo Titos Patrikios

–  È nata una dedica per quel nugolo di persone che fanno parte della mia vita.
Ci sono forme di presenza diverse, le sento tutte, io ci sono per questo

 

Come quel braccio aggrappato
di una notte sospesa
sto lì e non mollo la presa

Non ti permetto di avere paura
sono abbastanza forte per farti restare
Rimango
per il senso di colpa che ci vuole piegare
Difendo il fortino
quando i mostri si fanno sentire

Sono vicina
mentre mi stringi le mani
sei lo stesso per me
presenza inquieta
e anima eletta

La follia dell’amore lieve
disegnata sui profili dei venti
una notte sospesa 
aggrappati a quel braccio

17 maggio 2019 @Simona Scudeller

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Da dove sei uscita?

Sorrido
Quale potrà mai essere la risposta più ovvia e immediata che una persona pressoché sana di mente potrà dare?
Dall’utero di mia madre.
Grande e forte da sfornare SEI figli, tre maschi e tre femmine, di cui sono pure la capostipite.

Io dentro quel grembo
ci sono stata per prima

Da lì sono uscita
un posto tranquillo
anche se è passato il tempo

Anche se adesso
è diverso pensarlo
mi pareva, sì,
fosse un luogo sicuro

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Momenti semplici

Ti soffermi a guardare una trasmissione in TV ( non era quella del video ) e parte Dolcenera.
Non so cosa sia successo, dopo due giorni di inattività assoluta, ho cercato l’asse ( precaria ) e ho cominciato a fare esercizi sugli incroci di tango.
Ho ballato da sola, così come mi viene quando i pesi sul cuore schiacciano l’anima.

Si fa così l’anima
un passo alla volta
al ritmo del cuore

Rabbia nello specchio

Un sibilo fisso che corrode la mente
sussurra senza sosta
sta lì, dentro, e soffia

La rabbia mi vive addosso
incastrando il dolore
di Lei

Lei che non c’è più
e mi ha lasciato sul volto
la sua stessa stanchezza

Allo specchio il fantasma
continua a vivere
in fondo allo sguardo di oggi